Gang

GangHanno la pelle tatuata. Hanno rapinato e pestato. Sono 4 mila in Italia gli affiliati alle bande di latinos. Viaggio tra gli “homboy” di casa nostra

Articolo di Nicolai Lilin per La Repubblica
R2 – Nazionale – 15 ottobre 2013

Otto anni fa mi sono trovato coinvolto in un progetto di monitoraggio delle sette sataniche a Torino. Uno dei miei incarichi era quello di analizzare i graffiti della città. Nei pressi della prefettura mi sono imbattuto in una serie di scritte con l’acronimo “MS13”, accompagnate da disegni di mani che facevano il segno delle corna. Ipotizzando un collegamento col tema del satanismo ho approfondito attraverso i miei contatti. Mi rispose un agente dell’FBI che aveva passato più di dieci anni sotto copertura nelle gang di Los Angeles, con: «Complimenti, la Mara Salvatrucha è arrivata anche da voi». Questo fu il mio primo approccio con la criminalità organizzata salvadoregna.

L’acronimo “MS” sta per Mara Salvatrucha. “13” rappresenta l’affiliazione alla criminalità organizzata messicana. Il numero sta per la tredicesima lettera dell’alfabeto, la “M” che rappresenta la “EME” (modo di pronunciare in spagnolo la lettera “M”), il sindacato dei trafficanti di droga messicani. Quando si parla di MS13 bisogna essere consapevoli che rappresentano il corpo armato dei trafficanti messicani e che oltre a commettere omicidi e atti di violenza per conto dei boss della “EME”, la loro funzionalità è quella di “colonizzatori” di nuovi territori, che i criminali messicani invadono con lo spaccio di droga.

All’inizio degli anni Novanta la EME era intervenuta per porre fine ad una sanguinosa guerra tra Mara Salvatrucha e M-18. Queste due gang ispaniche rivali si confrontavano sulle strade di Los Angeles. Fu assegnato a ogni gang un compito preciso. I componenti della Mara Salvatrucha erano addestrati all’uso delle armi, erano violenti e fedeli al gruppo. Divennero i killer e di protettori dei traffici della EME. Presto la MS13 fu presente in ogni stato degli USA. Da lì iniziarono ad andare anche oltre la frontiera americana.

La gang MS13 ha un rigido codice di comportamento, una gestione gerarchica, un sofisticato sistema di riconoscimento e una serie di linguaggi nascosti che spaziano tra tatuaggi, capi di abbigliamento, uso del linguaggio dei gesti, modi di tagliare i capelli, sagomare le sopracciglia, creare cicatrici di forme particolari in punti visibili del corpo. Ogni iniziato ha dei tatuaggi specifici, come i tre punti che rappresentano le tappe della vita di un mara: l’ospedale in cui si nasce, il carcere in cui si finisce e il cimitero in cui si va dopo la morte. Altri tatuaggi tipici sono le lettere MS in carattere gotico abbinate al numero 13. Sono posizionati sulle mani, o sul collo, o nella parte interna delle labbra o sulle palpebre e rappresentano l’appartenenza al gruppo. Le stesse lettere e numeri tatuati sulla fronte accompagnati da immagini di corna che spuntano da sotto la pelle, indicano un capo della clica o pandilla, termini che stanno per cellule. Le cifre 666 indicano l’appartenenza al gruppo d’azione della gang, che nel gergo viene chiamata “comando”. Le maschere teatrali, le mani che tengono le banconote o le monete indicano chi si occupa del racket. La ragnatela, la clessidra o il calendario a strappo indicano il carcere. La faccia di una ragazza che sorride indica che il membro incaricato nella gestione delle prostitute, spesso minorenni. La ragazza che piange o che si copre il viso con le mani indica un mata, ovvero un killer.

Gli omicidi che commettono i membri della Mara Salvatrucha si distinguono per la loro ferocia. Il 12 luglio 2003 a El Salvador nella città di Ahuachapán, furono trovati i corpi di una donna e la sua bambina di tre anni, brutalmente torturate e seviziate. Come poi stabilirono le indagini, fu un omicidio compiuto durante il rito di iniziazione di un gangster. Per diventare membro fisso della gang, si deve dimostrare di essere capaci di commettere atti di violenza nei confronti dei più deboli. Un atto di violenza sessuale su una minorenne è considerato lieve e in alcune clica non basta per essere presi in considerazione. Molte clica pongono come obbligo a chi vuole diventare un gangster l’omicidio di una ragazza, o per chi vuole fare il killer, di un bambino. Dopo l’omicidio di un innocente, il gangster si tatua sulle guance un pavone. Si chiama Pavo real e indica un’importante azione di cui andare fiero.

La progressiva crescita in Italia delle gang di MS13 è un segnale preoccupante. Può significare che stiano testando il nostro territorio per conto della criminalità messicana. Una volta inseriti nell’ambiente criminale locale e stabiliti sul territorio, potrebbero essere potenziati da chi è esperto nel traffico e dalle cellule violente dei killer. Il passo successivo è quello di organizzare il traffico diretto di armi e droga senza rendere conto alle comunità criminali locali. Questo è il modo in cui hanno agito durante la loro migrazione sul territorio degli Stati Uniti. Per una città come Milano, dove il traffico di stupefacenti è controllato dalle famiglie di origine calabrese, questo può significare una guerra tra fazioni criminali. Guerra che, come tutte le guerre, non porterà niente di buono né a coloro che la faranno né a coloro che saranno costretti a subirla.