GQ – Dicembre 2010

A Taranto i cd diventano libri

Con l’aiuto di Lilin, Vendola e altri, l’album di Luca Leoni è ora un volume. Nel nome dell’Ilva.
di Federico Biamonti

Chissà se Ridley Scott nel 1982 è passato da Taranto in cerca di ispirazione per creare la Los Angeles di Blade Runner. Provate a guardarla di notte, dall’alto delle colline: quasi indistinguibile dalle luci della città c’è un inferno di fumo fosforescente color arancione, illuminato dai lampi delle fiamme che, a intervalli regolari, vengono sputate dalle ciminiere. Questo spettacolo terrificante e mortale è lo stabilimento siderurgico dell’Ilva. E’ da lì che viene Luca Leoni, giovane cantautore trapiantato a Milano. Ed è a Taranto che è dedicato Armonico, il suo secondo album.
Alla città che col suo inquinamento si è presa suo padre e tantissimi altri tarantini. Ma Luca non ha voluto fermarsi qui, e ha deciso di dare alle canzoni una seconda vita, una vita cartacea. Per farlo ha chiesto ad alcuni scrittori di creare un racconto ispirato a ognuna delle dodici tracce del disco. Tra questi Nicolai Lilin, Elena Di Cioccio, Paolo Grugni e anche il nostro Angelo Pannofino. E così Armonico, da oggi, è anche un libro, i cui proventi andranno all’associazione Altamarea che, da anni, lotta per far sapere quali sono i disastri prodotti dall’acciaieria di Taranto: la città più inquinata d’Italia e dell’Europa occidentale, dove viene prodotto il 92 per cento della diossina italiana.
Il progetto è piaciuto anche a Vauro, che ha contribuito con una vignetta, e ha toccato il cuore di Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, che ha deciso di dare il suo contributo, scrivendo la prefazione del libro.

No Comments

Leave A Reply