La vita eterna – racconto


La vita eterna
di Nicolai Lilin

San Pietro con i passi appesantiti camminava affondando i piedi nelle nuvole e osservava con un certo senso critico i paesaggi circostanti, mentre si dirigeva verso la Cancelleria del Creatore. La sua fronte era solcata da lunghe e profonde rughe, che si accentuavano quando si abbandonava alle riflessioni sul concetto di tempo indeterminato, e a fior di labbra sussurrava la parola “eternità” con un fatalismo macabro quasi fosse Karl Marx mentre parlava del capitalismo. Le chiavi del Paradiso che Dio in persona gli aveva affidato, erano attaccate alla cintura e ad ogni passo suonavano come un coro di vecchi campanelli.

Salutando i due arcangeli che stavano all’ingresso negli uffici del palazzo più importante di tutto l’Universo, San Pietro con l’aria sofferente e una smorfia fissa sulla faccia, come fosse afflitto da un dolore continuo, ha timbrato il suo cartellino. L’ufficio era grande e spazioso, seduto alla sua scrivania con un aspetto incredibilmente autoritario, pensava ai giorni passati sulla Terra, quando era un ragazzo e viveva come tutti i mortali di piccole e miserabili sciocchezze. Le giornate passate a bighellonare con gli amici al fiume, i primi amori, i piccoli guai con la giustizia…

Il racconto completo è sulla rivista Il Male, # 9, venerdì 2 dicembre 2011