Lilin alla Tiraboschi «L’Ucraina è solo moneta di scambio»

L’autore di «Educazione Siberiana» a Bergamo
Le tensioni fra mondo occidentale e Russia
L’importanza del dialogo Islam-Cristianesimo

VINCENZO GUERCIO

Nicolai Lilin - photo credit: Stefano Fusaro

Nicolai Lilin – photo credit: Stefano Fusaro

È diventato famoso con il suo romanzo d’esordio, «Educazione siberiana» (Einaudi 2009), tradotto in ventiquattro lingue e distribuito in ventisei paesi del mondo, portato sul grande schermo per la regia di Gabriele Salvatores. Nicolai Lilin, pseudonimo di Nicolaj Veržbickij, di origine siberiana, nato in Transnistria nel 1980, vive, dal 2004, in Italia, è naturalizzato italiano e nella lingua del sì ha scritto i suoi cinque romanzi, tutti pubblicati da Einaudi.
Oggi, dalle 18, sarà a Bergamo, alla Biblioteca Tiraboschi di via san Bernardino 74, a presentare, in occasione del decennale dell’istituzione, il suo ultimo romanzo, freschissimo di stampa (è uscito il 20 maggio): «Il serpente di Dio».
Dialoga con l’autore Alessandra Tedesco, giornalista e conduttrice. Ingresso libero.

E’ il primo romanzo di «pura fiction» uscito dal computer di Lilin, un romanzo «d’avventura». Protagonisti due ragazzini, uno cristiano e uno musulmano, con «una missione da compiere». Teatro della vicenda il Caucaso, regione quanto mai tormentata, cronicamente al centro di attenzioni e tensioni geopolitiche, faglia freatica generatrice, non da oggi, di contrasti internazionali, scenario di guerre e violenze.
«Ho voluto ambientare le vicende nel Caucaso», ci dice Lilin, «per raccontare i meccanismi di corruzione geopolitica attuale e, in modo semplice, dare una chiave di lettura di ciò che avviene in quei luoghi».
E’ una terra «ricca di tradizioni e di valori, attraverso i quali ho narrato di come le persone semplici cercano di contrastare la corruzione e le moderne forme di schiavitù». Intenzione dell’autore «raccontare l’importanza dell’amicizia, la forza dell’unità, i valori di una comunità che lotta per resistere alle difficoltà della vita». Tema centrale «una possibile condivisione dei valori spirituali tra due religioni attualmente contrapposte, Islam e Cristianesimo». Il libro parla, o in qualche modo allude alle recenti tensioni tra Russia e Ucraina? «Il problema attuale in Ucraina nasce in realtà dal contrasto economico e geopolitico tra due giganti, la Russia e il mondo Occidentale». In questo conflitto l’Ucraina è «solo una moneta di scambio, un territorio neutrale in cui scontrarsi». Il romanzo è stato «scritto prima anche se alcune dinamiche di interesse geopolitico potrebbero essere applicate alla situazione attuale in Ucraina».
Rispetto a «Educazione siberiana », la narrativa di Lilin è cambiata. Ma anche qui tornano i temi dell’adolescenza, della criminalità, della violenza…
«Il serpente di Dio», spiega lo scrittore, è «il primo libro scritto in terza persona, e questo mi ha dato la possibilità di approfondire il profilo personale di ogni carattere, spiegando i motivi che stanno all’origine delle azioni umane». I temi affrontati «rispecchiano il mio vissuto e le mie esperienze personali e rimangono sempre nell’universo dei temi a cui sono interessato, in particolare quello dei valori umani». Anche questo libro potrebbe diventare film. «Lo spero. La mia narrativa si basa sulla visione di immagini complete a livello sensoriale, per questo i miei libri credo che si prestino alla trasposizione cinematografica». 

L’Eco di Bergamo – giovedì 29 maggio 2014 – pag. 50

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