Storie sulla pelle

Aiutato dalle fotografie e dai disegni che accompagnano le storie, Nicolai Lilin si addentra in un territorio che nessuno ha mai esplorato e ci mostra il mondo dei tatuaggi siberiani con il linguaggio potente e spietato che lo ha reso famoso.

«Non c’era un tatuaggio uguale a un altro. Si ripetevano i soggetti principali, però i particolari cambiavano. Dopo un po’ ho capito che il segreto doveva essere proprio nei dettagli e allora ho cominciato ad analizzarli: era come cercare d’imparare una lingua straniera senza nessuno che te la insegnasse».

Nicolai Lilin, in Educazione siberiana – di cui presto uscirà il film diretto da Gabriele Salvatores, con John Malkovich – raccontava di come i tatuaggi fossero un labirinto di simboli attraverso cui si comunicavano informazioni segrete che dovevano rimanere all’interno della comunità criminale. Un tempo i «criminali onesti» si facevano tatuare a mano dal kol´šik, un uomo piú saggio degli altri, una specie di sacerdote a cui si confessava la propria vita perché lui la potesse tradurre in un codice cifrato. E cosí i corpi, alla fine, raccontavano delle storie: delle storie che ti portavi addosso per sempre.

Nel nuovo libro di Nicolai Lilin, Storie sulla pelle, la voce narrante del giovane Kolima ci accompagna alla scoperta dell’universo ormai scomparso e dimenticato degli anziani criminali siberiani, raccontando le avventure di un ragazzo che tenta di avvicinarsi alla tradizione del tatuaggio e fa i conti con le sue regole rigide e misteriose. Proprio nel momento in cui avviene il drammatico distacco tra il mondo degli anziani e quello dei giovani, sullo sfondo caotico e violento del grande cambiamento che ha travolto la periferia sovietica dopo il crollo del Muro di Berlino, al crepuscolo del grande impero.
«Vuoi una storia per il tatuaggio? Non ce l’ho, ne ho mille»

Nicolai Lilin
Storie sulla pelle
Einaudi Supercoralli
in uscita il 13 novembre 2012